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Vangelo Mt 16, 13-20
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Meditazione
Dalla meditazione di don Flavio Maganuco: "Quello che riceve Pietro in quel momento — il ruolo, la missione su cui si fonderà la Chiesa — resta suo, unico, irripetibile. Ma il movimento che lo genera no. Quello appartiene a chiunque si lasci guardare da Cristo fino in fondo, senza tenere nulla nascosto. È lo stesso movimento di cui parla Paolo quando scrive di spogliarsi dell’uomo vecchio e rivestirsi dell’uomo nuovo: non è un ritocco, un miglioramento di quello che già siamo. È un cambio di identità che nasce solo dentro una relazione — quella con chi ci conosce interamente e resta".
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