Queste frasi di Papa Leone parlano di pace. E di pace che possiamo costruire noi nel quotidiano. Non pensiamo solo alle guerre e a come altri devono risolverle ma alla pace che possiamo contribuire a creare in università, a scuola, in famiglia, tra gli amici, in città, nel quartiere, in un negozio, facendo sport….
La pace sia con tutti voi! Vorrei che questo saluto entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie e tutti i popoli della Terra. È una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante, che proviene da Dio.
La pace non è la tregua. Umiltà, saper cedere, pace che si deve alimentare costantemente nel tempo. Nelle relazioni ci deve essere sempre questa tensione positiva a intendersi, capirsi, per ritrovare l’armonia.
La pace esiste, vuole abitarci, ha il mite potere di illuminare e allargare l’intelligenza.
La pace è mite, non fa rumore, quando c’è non ci facciamo caso, quando manca sì! È luminosa e sapiente.
Quando trattiamo la pace come un ideale lontano, finiamo per non considerare scandaloso che la si possa negare e che persino si faccia la guerra per raggiungere la pace. Sembrano mancare le idee giuste, le frasi soppesate, la capacità di dire che la pace è vicina. Se la pace non è una realtà sperimentata e da custodire e da coltivare, l’aggressività si diffonde nella vita domestica e in quella pubblica.
Coltivare la pace dentro di noi per poterla trasmettere, quando manca proviamo a recuperarla parlandone con Dio nella nostra preghiera e scoprendone i motivi.
Non fermatevi a guardare lo smartphone, guardate in alto: ognuno di voi è una stella chiamata a illuminare il cammino della concordia.
Concordia è unire i cuori tra di noi e con quello di Cristo che ha salvato ognuno.
Aiutiamoci gli uni gli altri a costruire ponti con il dialogo, per essere un solo popolo sempre in pace.
Non smettiamo di dialogare, di parlare, di chiarirci, dire le nostre ragioni e chiedere le ragioni dell’altro.
La pace non è un'idea astratta, ma un cammino comune. Dobbiamo essere uomini e donne fedeli a Gesù, senza paura, capaci di perdonare per ricominciare.
Il perdono è proprio di Dio, è difficile, non vuol dire semplicemente dimenticare ma annegare quel male eventualmente ricevuto in una abbondanza di bene.
La pace che Gesù ci consegna non è quella che si limita a fare tacere delle armi, ma quella che tocca e cambia il cuore di ciascuno di noi! Convertiamoci alla pace di Cristo! Facciamo udire il grido di pace che sgorga dal cuore!
Cambiare innanzitutto il nostro cuore, essere artigiani di pace…
La preghiera ci educa ad agire. Le limitate possibilità umane si congiungono nella preghiera alle infinite possibilità di Dio. Pensieri, parole e opere infrangono, allora, la demoniaca catena del male e si mettono a servizio del Regno di Dio: un Regno in cui non c’è spada, né drone, né vendetta, né banalizzazione del male, né ingiusto profitto, ma solo dignità, comprensione, perdono…chi prega ha coscienza del proprio limite, non uccide e non minaccia la morte.
La preghiera ci impegna a convertire ciò che resta di violento nei nostri cuori e nelle nostre menti: convertiamoci a un Regno di pace che si edifica giorno per giorno, nelle case, nelle scuole, nei quartieri, nelle comunità civili e religiose, rubando terreno alla polemica e alla rassegnazione con l’amicizia e la cultura dell’incontro. Torniamo a credere nell’amore, nella moderazione, nella buona politica. Formiamoci e giochiamoci in prima persona, ciascuno rispondendo alla propria vocazione. Ognuno ha il suo posto nel mosaico della pace!
Ecco a cosa serve la preghiera, anche a cambiare il nostro cuore, a riconoscerci piccoli, poveri, non onnipotenti, a non agire come se lo fossimo….e metterci a disposizione dell’onnipotenza di Dio… Anche noi possiamo avere deliri di onnipotenza: so cosa devo fare, non ho bisogno di Dio né degli altri…
La pace non è un'illusione dei deboli, ma il coraggio degli audaci. Non cercatela nelle carte dei trattati se prima non l'avete scritta nel rispetto verso il prossimo.
Rispetto: essere benevolenti, cercare le qualità delle persone, le ragioni per come si comportano, non giudicare, non abituarci a criticare.
La vera pace non si costruisce alzando muri più alti, ma abbassando le voci dell'odio. Il disarmo non è solo una questione di testate nucleari, ma di parole che feriscono e di sguardi che escludono.
Le mie parole come armi…. Escludere le persone perché non rientrano nel mio giro…, crescere nella capacità di accogliere, di andare al di là dei miei criteri.
Chi ha in mano armi le deponga! Chi ha il potere di scatenare guerre, scelga la pace! Non una pace perseguita con la forza, ma con il dialogo; non con la volontà di dominare l’altro, ma di incontrarlo.
Curare le relazioni, andare incontro alle persone, rispettarle, possiamo essere dei dominatori a volte, prevaricando sulle persone.
Dobbiamo perseverare nell'invocare il dono della pace per tutto il mondo. La pace ha il respiro dell'eterno: mentre al male si grida 'basta', alla pace si sussurra 'per sempre'.
Ne abbiamo bisogno, non abituiamoci alla guerra, alla violenza,., seminiamo positività, alleggeriamo gli ambienti.
Prima di essere una meta, la pace è una presenza e un cammino. È necessario avviare in sé stessi quel disarmo del cuore, della mente e della vita cui Dio non tarderà a rispondere.
Lasciare a Cristo di regnare, non imporre agli altri il nostro potere: le mie idee, le mie ragioni, i miei punti di vista…



