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«L’unica cosa che voglio è scappare!».

Proprio stamattina una delle mie pazienti mi ha riferito questa frase. Stavamo parlando di come si sentiva nel provare a tornare a certe relazioni che aveva iniziato a evitare. Uscire con gli amici era diventato un peso. Sentiva come se dovesse indossare una maschera per evitare che gli altri vedessero come stava realmente.

La natura delle emozioni negative è tale che queste si percepiscono come permanenti. Quando proviamo dolore, una parte di noi lo proietta indefinitamente verso il futuro, come volesse metterci in allarme per spingerci a porre i rimedi necessari.

Finché lottiamo contro le nostre emozioni, non le stiamo accettando. Accettarle significa essere in grado di "abbandonare" la lotta, scegliere di convivere con un’emozione difficile invece di fuggire da essa.

Quanto più forte è un’emozione, tanto più sembra essere permanente. Per questo le persone possono sentirsi disperate al punto di voler scappare. E per questo si giunge ad equiparare la libertà alla capacità di fuga.

Ma la vera libertà non è in realtà la capacità di fuggire dalle emozioni difficili. La vera libertà è conseguenza della crescita nel dominio di sé. La capacità di accettare le emozioni difficili, specialmente quando sono intense ed appaiono permanenti, è segno di vera libertà.

La capacità di sentire le nostre emozioni è una parte importante di ciò che siamo ed esse possono avere un posto nella persona che desideriamo diventare.

Sull’ansia

A livello basilare, l’ansia è ciò che sperimentiamo quando consideriamo l’adrenalina e la sua azione in modo negativo.

L’ansia riflette la bellezza della provvidenza di Dio e richiama la Croce.

L’adrenalina può però essere vista come un “motore” che ci aiuta a raggiungere i nostri obiettivi più importanti. In effetti è proprio questa la sua funzione: metterci in moto. Nella misura in cui ne accogliamo lo stimolo, potenzia in noi la capacità di raggiungere i nostri obiettivi, tirando fuori il meglio di noi.

E così, l’ansia riflette la bellezza della provvidenza di Dio e richiama la Croce. Ciò che prima aleggiava su di noi come una nube permanente – quando cercavamo una via di fuga – si trasforma invece in una fonte di nuova crescita e vitalità se impariamo ad abbracciarla.


Alcune idee chiave

  1. Le emozioni fanno parte di noi: non devono essere un peso.
  2. Imparare a dominare le nostre emozioni è un processo lungo: sii paziente con te stesso e con gli altri.
  3. Le emozioni non sono permanenti: non dipendere esclusivamente da esse.
  4. Sentirsi in ansia per qualcosa è normale: accettalo come stimolo per raggiungere i tuoi obiettivi.
  5. Cerca attività piacevoli che ti aiutino a canalizzare la tua energia e il tuo livello di ansia.
  6. Non temere di consultare uno specialista se l’ansia diventa un problema quotidiano.