“Viva la poesia!”: quando la parola si fa carne, memoria e desiderio

«Questo libro è un grido, un’esigenza che il Papa sente di voler dire a un mondo che un po’ ha perso la poesia», ha detto Andrea Monda, direttore de L’Osservatore Romano, durante la presentazione del volume Viva la poesia!, che ha avuto luogo venerdì 21 marzo presso il Salone del Commendatore a Roma. Il libro raccoglie i testi di papa Francesco dedicati alla letteratura e alla poesia ed è stato curato da Antonio Spadaro per le Edizioni Ares.

I relatori - il cardinale e prefetto del Dicastero per la dottrina della fede, Víctor Manuel Fernández, la poetessa Maria Grazia Calandrone, e padre Antonio Spadaro, direttore della rivista La Civiltà Cattolica e sotto-segretario del Dicastero per la cultura e l'educazione –, con la moderazione di Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, hanno dialogato sul rapporto tra fede, poesia e umanità.

In modi diversi relatori e moderatore hanno evidenziato come questo libro non sia la raccolta dei poeti preferiti del Papa, ma una selezione dei testi in cui papa Francesco spiega in che modo la poesia rende migliore la vita, senza dare necessariamente serenità.

Non un titolo ma un’esclamazione

Andrea Monda ha rotto il ghiaccio con l’entusiasmo che ha ispirato anche il titolo del libro: «Viva la poesia! Non è un titolo, è un’esclamazione. Come quando nella prima pagina della Bibbia il Signore guarda la Creazione e dice: “Molto bello!”». Il libro, ha spiegato, è la risposta a un invito che papa Francesco ha lanciato più volte: «recuperare il gusto per la letteratura nella nostra vita».

La parola poetica, secondo il cardinale Víctor Manuel Fernández, «è capace di dire cose che altri linguaggi non riescono». Ha poi proseguito richiamando la forza del “realismo poetico” del Papa, che ha scelto il nome di «san Francesco d'Assisi, la cui vita è una poesia in tutti i sensi»: capace di toccare le ferite del cuore umano attraverso immagini semplici e potenti, citando alcuni passaggi riportati anche nel libro:

“Quando neanche nella preghiera riusciamo a trovare ancora la quiete dell’anima, un buon libro ci aiuta almeno a passare la tempesta, finché possiamo avere un po’ più di serenità” (Lettera del Santo Padre Francesco sul ruolo della letteratura nella formazione, 04.08.2024).

Ciò che nessun algoritmo potrà mai albergare sarà, ad esempio, quel momento dell’infanzia che si ricorda con tenerezza... come il gesto di sigillare i panzerotti con una forchetta. (Lettera Enciclica del Santo Padre Francesco, Dilexit Nos, 24.10.2024)

Un dettaglio quotidiano che diventa poesia della vita, dettaglio che è parte dei ricordi di infanzia del Papa.

Un libro “materiale” sulla poesia

La poetessa Maria Grazia Calandrone ha spostato l’attenzione sulla concretezza della parola poetica: «La prima cosa che mi ha colpito di questo libro è stata la materialità. Sia per la fede che per la poesia la base di tutto è il corpo. La poesia» – ha proseguito – «ha questa facoltà di essere concisa e memorabile», e nasce spesso da un desiderio profondo: «Tutti i poeti conoscono questa nostalgia e questo desiderio di portare sulla terra qualcosa che non è della terra».

L’inquietudine, più che la serenità, è per la poetessa la chiave della parola autentica: «L’arte è una presa in carico dell’inquietudine della natura umana. I grandi poeti, più diventano anziani, più si accostano a ciò che Dante dice alla fine della Divina Commedia: una parola che manca a tutti».

Padre Antonio Spadaro, curatore del volume, ha mostrato come la poesia sia per papa Francesco uno strumento non solo espressivo, ma teologico. Riferendosi alla prima intervista che aveva fatto al Papa neo-eletto, padre Spadaro ha ricordato che: «per spiegarmi la speranza in senso teologico cita Puccini. Per lui quello che conta è il logos poetico». Una scelta che diventa urgente oggi: «In un momento come questo abbiamo bisogno della genialità di un linguaggio nuovo, di scrittori, poeti e artisti». La poesia, ha sottolineato, è ciò che permette alla parola di non diventare ideologia o retorica: «Papa Francesco ha capito che oggi la sfida è lo storytelling, non solo le cose in sé». In questo senso, «telefonare al parroco di Gaza è un gesto potentemente poetico». E all’indomani delle dimissioni del pontefice dal Policlinico Gemelli, possiamo aggiungere che ringraziare la signora Carmela come prima dichiarazione ai microfoni in pubblico è un gesto altrettanto poetico.

Nel volume Viva la poesia! sono raccolti, per la prima volta, tutti i testi e i discorsi di papa Francesco su poesia e letteratura firmati durante il suo pontificato: encicliche ed esortazioni apostoliche, ma anche prefazioni, interviste e lettere personali.

Padre Antonio Spadaro traccia un ampio panorama degli autori che hanno formato il pensiero e lo sguardo di Jorge Mario Bergoglio: Dante, Dostoevskij, Virgilio, Borges, ma anche Hölderlin e Tolkien. Il libro si chiude con un’intervista a uno degli alunni del liceo in cui insegnava papa Francesco, a Santa Fe, in Argentina, prima della sua ordinazione sacerdotale.

Il Papa ha voluto ringraziare padre Spadaro per questo lavoro con un biglietto autografo:

«Dobbiamo recuperare il gusto per la letteratura nella nostra vita, ma anche nella formazione, altrimenti siamo come un frutto secco. La poesia ci aiuta tutti a essere umani, e oggi ne abbiamo tanto bisogno».


“Viva la poesia!” è disponibile in formato cartaceo presso Edizioni Ares. Clicca qui per acquistarlo.