La Presidenza della CEI ribadisce, ancora una volta, che la guerra non è e non può mai essere la risposta; che la logica della forza non può e non deve sostituirsi alla paziente arte della diplomazia, unica via percorribile per la risoluzione di controversie e contese; che il rumore assordante delle armi non può soffocare la dignità e le legittime aspirazioni dei popoli; che la paura e la minaccia non possono vincere sul dialogo e sul bene comune.
🕊️ 13 marzo: Giornata di preghiera e digiuno per la pace.
— @CEI (@UCSCEI) March 5, 2026
La Presidenza della #CEI invita tutte le comunità ecclesiali a pregare per il Medio Oriente e per i popoli feriti dalla guerra.https://t.co/E3dTRTLgo6
In questo drammatico momento, come affermato nella Nota Educare a una pace disarmata e disarmante, “il grido delle vittime giunge a noi con una forza che ci interpella direttamente; le immagini di violenza crescente ci sconcertano e chiamano a un impegno rafforzato”. Un impegno corale e consapevole che deve tradursi in gesti di prossimità e di preghiera quotidiana.
🕊️ #Zuppi: “Non abituiamoci alla guerra”
— @CEI (@UCSCEI) March 11, 2026
Venerdì 13 marzo la #CEI propone una Giornata di preghiera e digiuno per la pace.
“Disarmiamo il cuore: digiuniamo da parole offensive, pregiudizi ed estremizzazioni. Solo così possiamo diventare operatori di pace” pic.twitter.com/X7S9hz6dV7
La Giornata del 13 marzo vuole essere un’ulteriore occasione per implorare il dono della pace in Medio Oriente e in tutti gli angoli della terra devastati dalla divisione, dalla distruzione e dalla morte. Per questo, l’Ufficio Liturgico Nazionale ha offerto alcune indicazioni e proposte per la Celebrazione Eucaristica, la Via Crucis e il digiuno. In particolare, si pregherà perché “si apra presto un cammino di pace stabile e duratura” e perché “quanti soffrono a causa della violenza e dell’odio, le vittime dei bombardamenti, i profughi, i feriti e le famiglie nel lutto trovino conforto nella solidarietà della comunità cristiana e nella speranza che viene da Dio”.
Ieri il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, ha inviato una lettera per esprimere “fraterna vicinanza e sincera solidarietà” ai Vescovi, al clero, ai consacrati, alle consacrate e alle popolazioni colpite dalla guerra, ai Patriarchi del Medio Oriente.
Fonte: Sito Ufficiale della CEI

