«Ora sono in pensione e quindi mi occupo principalmente della mia famiglia: moglie e figli sono il mio core business. - racconta Fabrizio - Prima, però, lavoravo come dirigente in un’istituzione parlamentare».
La carriera professionale di Fabrizio è iniziata negli anni Ottanta quando, conclusi gli studi universitari in Economia, ha vinto un concorso. «Grazie a questa opportunità sono entrato come consigliere in un’amministrazione pubblica - spiega - dove mi sono occupato di attività parlamentari e amministrative. In sintesi, mi sono occupato di prestare qualificata assistenza tecnico-giuridica nello svolgimento delle attività previste dalla Costituzione. Ed è sostanzialmente quello che ho fatto fino a quando, di recente, sono andato in pensione».

Un caffè che cambia la vita
«Nel 1998 ho conosciuto, in modo abbastanza rocambolesco, l’Opus Dei. - racconta Fabrizio - Avevo appena finito di pranzare e stavo prendendo un caffè in piazza del Pantheon quando incontrai un amico dell’università che allora lavorava in Banca d’Italia. Chiunque conosca un minimo gli ambienti romani sa che la sede della Banca d'Italia, a piedi, non è poi così vicina al Pantheon, - aggiunge Fabrizio - eppure lui si trovava lì, nel luogo e nel momento giusto. Ciò che mi raccontò sull’Opera mi affascinò - spiega Fabrizio - e, da allora, tutte le numerose attività tecnico-giuridiche che svolgevo, a volte anche in modo ripetitivo e poco significativo, hanno cominciato ad avere un senso soprannaturale: erano il mio mezzo per essere un buon cristiano».
Nel 2002, anno della canonizzazione di san Josemaría, Fabrizio ha chiesto l’ammissione all’Opera. «Da allora - dice - è diventato tutto più spontaneo e naturale. Prima per me era assolutamente incomprensibile come si potesse dedicare del tempo al Signore, a fare il piano di vita e cercare di essere un cristiano coerente: mi sembrava che materialmente il tempo non ci fosse. Invece, ho scoperto una cosa incredibile, una sorta di moltiplicazione delle ore. Il tempo non veniva sottratto alle cose che facevo, ma, svolgendole meglio, con più in ordine, puntualità e organizzazione, riuscivo a ritagliarmi dei momenti - ad esempio nell’intervallo del pranzo - da dedicare alla preghiera o all’apostolato. E poi cercavo di dare un senso alle cose, farle bene, anche se potevano sembrare asettiche, neutrali, monotone e offrire al Signore difficoltà e preoccupazioni per gli amici, la famiglia e i figli».
Oltre al lavoro, anche la famiglia e gli amici
La famiglia e i tre figli - che oggi hanno 25, 23 e 19 anni - sono ciò che Fabrizio ha di più prezioso. «I primi anni di matrimonio io e mia moglie non riuscivamo ad avere figli - racconta Fabrizio - così pregammo e chiedemmo aiuto alla Madonna e al beato Álvaro del Portillo. Alcuni mesi dopo, nonostante i pareri dei medici, è arrivata la prima gravidanza».
E ora che è in pensione, Fabrizio riesce a dedicare a loro e agli amici più tempo di quanto gli fosse possibile prima. «Quando lavoravo, nonostante cercassi di organizzare il mio tempo nel miglior modo possibile, inevitabilmente gli impegni professionali mi richiedevano molto tempo. - spiega - Adesso però posso stare di più con la mia famiglia e i miei figli, anche se a volte loro vorrebbero sentirsi meno “controllati”. - scherza Fabrizio - Non solo: mi occupo anche con maggior costanza di organizzare incontri di formazione per amici e professionisti che apprezzano il messaggio di san Josemaría».
Durante le sue giornate, Fabrizio ha spesso con sè un’immaginetta devozionale di san Josemaría. «Su di essa c’è una preghiera - spiega Fabrizio - con cui si chiede alla Madonna l’aiuto per seguire le orme del fondatore dell’Opus Dei: “Fa' che anch'io sappia trasformare tutti i momenti e le circostanze della mia vita in occasioni per amarti e per servire con gioia e semplicità la Chiesa, il Romano Pontefice e tutte le anime, illuminando i cammini della terra con la fiamma della fede e dell'amore”. L’idea di poter “trasformare” i testi normativi e contabili che trattavo ogni giorno in preghiera e in mezzo di santificazione è qualcosa che non avrei mai immaginato prima di conoscere l'Opus Dei. Per questo motivo non smetterò mai di ringraziare il Signore per quel caffè con il mio amico».

