C’è ancora un futuro per la cultura cristiana? | Presentazione del libro di Pierpaolo Donati a Bologna

Il 25 febbraio 2025, ha avuto luogo presso la biblioteca San Domenico di Bologna, la presentazione del libro “Una cultura che trasforma il mondo. La vita come relazione”, del professore Pierpaolo Donati (Edizioni Ares). All’evento ha partecipato il cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza episcopale italiana.

“C’è ancora un futuro per la cultura cristiana?” È questa la domanda che ha portato Pierpaolo Donati, professore ordinario di Sociologia e sociologo a scrivere il libro Una cultura che trasforma il mondo. La vita come relazione, Edizioni Ares, presentato il 25 febbraio 2025 presso la biblioteca San Domenico di Bologna.

Nel corso dell’evento, moderato dall’avvocato Giorgio Spallone, l’autore ha dialogato con il cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza episcopale italiana, il quale ha sottolineato come la cultura si trovi in un momento di grande difficoltà; «nemici della cultura sono le deformazioni del multiculturalismo, che in realtà ne svuotano l’idea. Nessuno è favorevole al monoculturalismo. Ma è proprio per il bisogno di cultura che c’è l’incontro e la relazione, intesi come modo per ritrovarsi e capirsi».

La relazione umana è fondamentale: ha un potere trasformativo e dona senso alla vita. Come ha affermato Joseph Ratzinger, «essere uomo significa stare nella relazione». Tuttavia, il professore Pierpaolo Donati osserva che «l’ideologia del “tutti differenti, tutti uguali” ha reso indifferenti le relazioni».

«La tentazione del relativismo - prosegue il cardinale Zuppi, dopo aver espresso alcune parole di vicinanza al Papa - è la deformazione più pericolosa della nostra generazione perché annulla l’Altro e annulla Dio. È vero che meno relazione c’è con Dio, meno relazione c’è con l’Altro. Il rapporto con Dio è proprio quello che mi aiuta a incontrare l’Altro e mi aiuta a incontrare l’Io. Siamo in una generazione che idolatra l’Io, ma “io” sono “Io” in quanto incontro, in quanto relazione. È lì che trovo veramente l’Io. E la comunità è la vita come relazione».

La cultura deve essere intesa come modus vivendi, perché è proprio sul concetto di relazione che si può realmente ricostruire una cultura. Vivere in relazione, stare in relazione, creare beni relazionali significa costruire beni comuni, non semplicemente sommare beni individuali, se l'obiettivo è un'autentica cultura del bene relazionale.

«E la cultura di cui abbiamo bisogno – conclude il professore Donati – ha questo timbro: è una cultura relazionale».

Clicca qui per acquistare “Una cultura che trasforma il mondo. La vita come relazione” di Pierpaolo Donati sul sito di Edizioni Ares.