Il 3 dicembre si è celebrata la Giornata Internazionale delle persone con disabilità. Al di là delle parole, un giorno positivo come questo invita a conoscere storie ricche di stimolo, raccontate in prima persona.
È il caso di Joaquín, che va su una sedia a rotelle con un proprio motore. È il caso di Stefania, Luis e María, genitori di figli disabili. È il caso di Almudena e Alberto, che si occupano dei loro fratelli affetti da Sindrome di Down. È il caso de "La Veguilla", un vivaio di punta con un'equipe molto speciale, ed è il caso di María Victoria Troncoso, una maestra che dà formazione cristiana ai giovani della Fondazione Sindrome di Down della Cantabria.
Tutti hanno imparato a occuparsi di persone disabili con l'affetto, la attenzione e la professionalità di persone coerenti che sono vicine a Dio. La vita ha fatto sì che non avessero altra strada che quella di rassegnarsi, o quella di affrontare le difficoltà, e loro hanno optato per vivere le avversità con qualcosa in più che fare buon viso.
1. “Una persona disabile non è una persona fuori uso”
Joaquín Romero è un barcellonese di 41 anni che da circa 18 anni vive sulla sedia a rotelle a causa di una sclerosi multipla: “Secondo me, la mia vita è un miracolo, una carezza di Dio”.

2. Mio figlio diversamente abile: sembrava uno tsunami e invece è un dono
Stefania madre di Cosimo, un ragazzo diversamente abile, racconta il suo percorso: dal dolore iniziale, alla scoperta della fede, fino alla creazione di un ristorante e una WebTV in cui sono protagonisti ragazzi diversamente abili. Stefania è dell’Opus Dei.

Luis e María, pur avendo già sette figli, hanno adottato Josemaría, un bambino affetto da sindrome di Down. Poco tempo dopo a Luis è stata diagnosticata una leucemia. In casa, i bambini dicevano alla madre: t’immagini come sarebbe stato quest’anno, se non avessimo avuto con noi Josemaría?

Mi chiamo Almudena e ho terminato il liceo. La storia della mia vita è assai simile a quella di altre ragazze della mia età, eppure mi rendo conto di essere stata molto fortunata; in altre parole, Dio mi ama molto.

Alberto ha lavorato nelle scuole e nelle aziende legate ai sindacati. Ora lavora in una residenza per persone disabili in fase di invecchiamento; inoltre si prende cura dei suoi genitori e del fratello Davide, affetto dalla sindrome di Down.

6. La Veguilla
È una serra vasta e ordinata, gestita da 150 dipendenti, in maggioranza disabili psichici. Molti lo considerano il miglior vivaio di fiori di Madrid e uno dei più importanti della Spagna.

7.“Ci vediamo mercoledì prossimo!”

Maria Victoria Troncoso presiede la Fondazione Sindrome di Down della Cantabria, provincia della Spagna. Dopo aver letto la Lettera Apostolica Porta Fidei del Papa, ha deciso di dare inizio alla formazione cristiana dei giovani affetti dalla sindrome di Down assistiti dalla Fondazione.