Mons. Hugo Barbaro: “Siate tappeto per gli altri”
Nella sua omelia, mons. Barbaro ha sottolineato lo spirito di servizio che caratterizza la vita del diacono e del sacerdote, “perché Gesù non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita”.
Il vescovo celebrante ha esortato i nuovi diaconi a sostenere il prelato dell'Opus Dei nel suo servizio pastorale e a imprimere nei loro cuori gli insegnamenti di san Josemaría, che desiderava “servire Dio e tutte le creature della terra, senza distinzioni”.
“Che cosa aggiunge dunque il diaconato al servizio di un laico, che cosa aggiunge al futuro sacerdozio ministeriale? È lo stesso san Josemaría a rispondere: il sacerdote deve essere un tappeto su cui gli altri camminano dolcemente; allora inizia per voi un tempo di formazione per essere voi stessi un tappeto”, ha detto.
Il vescovo ha ricordato queste parole di papa Francesco: “Servire significa essere disponibili, rinunciare a vivere secondo la propria agenda, essere pronti alle sorprese di Dio che si manifestano attraverso le persone, attraverso gli eventi imprevisti, i cambiamenti di programma, attraverso le situazioni che non rientrano nei propri piani”.
E ha spiegato ai diaconi: “È logico che ora un diacono, poi un sacerdote, abbia un calendario, un piano di attività, ma è importante - ed è importante per il servizio, per la dedizione - non perdere di vista il fatto che Dio parla attraverso i bisogni dei nostri fratelli, i bisogni della gente, che spesso non si adattano a ciò che era stato pianificato”.
Per essere “tappeto su cui gli altri camminano dolcemente” – ha aggiunto – è necessario “avere un orecchio rivolto a Dio e l'altro rivolto alla gente, come dice il papa”. E citando nuovamente il fondatore dell'Opus Dei, ha aggiunto che “siamo qui per servire gli altri, rendendo loro più facile il cammino che porta a Dio” e che “servire è aiutare, è pregare, è perdonare, è sorridere, è incoraggiare, è mortificarsi, è prendersi cura, è ascoltare, è trattare tutti con lo stesso affetto”.
Mons. Ocáriz: Cristo è il modello di servizio
Al termine della cerimonia, mons. Fernando Ocáriz, prelato dell'Opus Dei, ha ringraziato il vescovo celebrante e si è congratulato con gli ordinandi e i loro familiari. Ha anche sottolineato che in questa “speciale missione di servizio al popolo di Dio, Cristo è il modello”. Per questo “è fondamentale l'incontro personale con Gesù Cristo nell'Eucaristia e nella preghiera, perché è lì che allarghiamo il cuore, affinché possa contenere tutte le persone”, a imitazione del cuore di Cristo.
Rivolgendosi alle famiglie, le ha esortate a “continuare ad accompagnare con la preghiera i nuovi diaconi nei mesi che precedono la loro ordinazione a presbiteri”. “Non posso fare a meno di pensare – ha aggiunto – alla gioia che in questo momento proverà san Josemaría in Cielo. Ricorriamo alla sua intercessione affinché i nuovi diaconi sappiano accogliere e accompagnare tutte le anime. In questo cammino, contano sempre su di noi e sulla mediazione materna della Santissima Vergine”.
I 20 nuovi diaconi sono: Vincenzo Affinita (Italia), Stefano Baravelli (Italia), John Robert Bickford (Stati Uniti), Daniel Callejo (Spagna), Ramón Díaz Perfecto (Ungheria), Artur Escamilla (Australia), Santiago Fabregat (Messico), Ramón Fernández Aparicio (Spagna), Luis García-Menacho Ariz (Spagna), José María López-Barajas (Austria), Jose Miguel Marasigan (Filippine), Robert Alvin Marsland (Stati Uniti), Ezequiel Mercau (Irlanda), Álvaro Orejana Martín (Spagna), Pedro Perkins (Argentina), Santiago Populín Such (Argentina), Enrique Sañoso Vela (Spagna), Antonio Santos García (Spagna), Gonzalo Silió Pardo (Spagna), Cristóbal Vargas Balcells (Cile).
In questo link è disponibile la registrazione della cerimonia offerta dalla basilica di Sant’Eugenio. Qui è possibile scaricare il libro con i testi della cerimonia.