Meditazioni: giovedì della 2ª settimana di Pasqua

Riflessione per meditare il giovedì della seconda settimana di Pasqua. I temi proposti sono: Gli apostoli si mettono a evangelizzare; La nostra missione nel mondo; Cristo illumina l’esistenza e la storia umana.

Gli apostoli si mettono a evangelizzare | La nostra missione nel mondo | Cristo illumina l’esistenza e la storia umana


Gli apostoli si mettono a evangelizzare

Gli apostoli, dopo essere stati messi in libertà, ritornarono all’alba nel Tempio per continuare a predicare. Lì furono arrestati di nuovo e portati davanti ai principi dei sacerdoti. È la scena che ci racconta la prima lettura della Messa di oggi: «Il sommo sacerdote li interrogò dicendo: “Non vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far ricadere su di noi il sangue di quest’uomo”. Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: “Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini”» (At 5, 27-29).

Con la loro risposta Pietro e i dodici dimostrano «di possedere quella “obbedienza della fede” che vorranno poi suscitare in tutti gli uomini (cfr Rm 1,5)»[1]. Nel libro degli Atti vediamo molti altri esempi che mettono in evidenza la stessa idea: per gli apostoli la cosa più importante è compiere la missione affidata loro da Dio. Come testimoni della risurrezione di Cristo, non possono evitare di parlare di ciò che hanno visto e sentito. Sono convinti che quello che hanno ricevuto sia di così alto valore, riempie a tal punto i loro cuori, che affrontano qualunque pericolo pur di condividerlo.

Lo Spirito Santo cambiò un po’ per volta gli apostoli: saranno sempre meno codardi e più coraggiosi; meno ambiziosi, con meno obiettivi umani e più capaci di donarsi agli altri. Una volta introdotti in questa vita dello Spirito, «non sono più uomini “soli”. Sperimentano quella speciale sinergia che li fa decentrare da sé e fa dire loro: “noi e lo Spirito Santo” (At 5,32) o “lo Spirito Santo e noi” (At 15,28). Sentono che non possono dire “io” solo, sono uomini decentrati da se stessi. Forti di questa alleanza, gli Apostoli non si lasciano intimorire da nessuno»[2].

La nostra missione nel mondo

«Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce. Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati. E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono» (At 5, 30-32). Gli apostoli sanno di essere testimoni di una verità che – con l’assistenza dello Spirito Santo, inviato perché possiamo convertirla in vita – porta la salvezza a tutto il genere umano. È l’inizio di una nuova missione; la Chiesa «continua e sviluppa nel corso della storia la missione del Cristo stesso»[3].

«Davanti alle sfide di questo nostro mondo, tanto complesso quanto appassionante, che cosa si aspetta oggi il Signore da noi, dai cristiani? Che andiamo incontro alle preoccupazioni e alle necessità delle persone, in modo da portare a tutti il Vangelo nella sua purezza originale e, allo stesso tempo, nella sua novità luminosa»[4]. L’impegno evangelizzatore consiste in «una chiamata in modo che ognuno di noi, con le proprie risorse spirituali e intellettuali, con le proprie competenze professionali e la propria esperienza di vita, e anche con i propri limiti e i propri difetti, si forzi di vedere in che modo può collaborare di più e meglio nel compito immenso di mettere Cristo in cima a tutte le attività umane. Per questo è indispensabile conoscere in profondità il tempo nel quale noi viviamo, le dinamiche che interferiscono, le potenzialità che lo caratterizzano e i limiti e le ingiustizie, spesso assai gravi, che lo tormentano. E soprattutto è indispensabile la nostra unione personale con Gesù nell’orazione e nei sacramenti. Così potremo tenerci pronti all’azione dello Spirito Santo, per chiamare con carità alla porta dei cuori dei nostri contemporanei»[5].

Cristo illumina l’esistenza e la storia umana

«Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra» (Gv 3, 31). Questo passo del vangelo di san Giovanni segue immediatamente la conversazione tra il Battista e i suoi discepoli, nella quale il Precursore pronuncia la frase che tante volte abbiamo meditato: «Lui deve crescere; io, invece, diminuire» (Gv 3, 30). Cristo, che viene dall’alto, dal cielo, è l’unico che può rivelare il Padre e portare lo Spirito Santo. Perciò «chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita» (Gv 3, 36).

Solamente Gesù Cristo può dire «le parole di Dio» e dare «lo Spirito senza misura» (Gv 3, 34). L’uomo può accedere a Dio in vari modi: per esempio, contemplando l’ordine e la bellezza del mondo; riflettendo sulla sete d’infinito e di pienezza che trova nel suo cuore; attraverso le esperienze spirituali che spesso contengono tesori di sapienza oltre a un apprezzabile senso del sacro... Tutte queste vie dimostrano l’apertura dell’uomo a Dio, ma mettono anche in evidenza quanto sia limitata la conoscenza umana di tutto ciò che è divino.

Invece, grazie alla fede in Cristo conosciamo la Parola completa e definitiva di Dio. Come ha scritto san Tommaso d’Aquino, «prima della venuta di Cristo nessun filosofo, malgrado tutti gli sforzi, ha potuto sapere altrettanto di Dio e di ciò che è necessario per raggiungere la vita eterna come dopo la venuta di Cristo sa una vecchietta mediante la fede»[6]. Ogni cristiano ha ricevuto il meraviglioso dono della fede, che «è incontro con Dio che parla e opera nella storia e che converte la nostra vita quotidiana, trasformando in noi mentalità, giudizi di valore, scelte e azioni concrete. Non è illusione, fuga dalla realtà, comodo rifugio, sentimentalismo, ma è coinvolgimento di tutta la vita ed è annuncio del Vangelo, Buona Notizia capace di liberare tutto l’uomo»[7].

Chiediamo a Santa Maria, madre dei credenti, che ci aiuti a incentrare sempre più la nostra esistenza in Cristo e a orientare verso di Lui tutti quelli che incontriamo nel nostro cammino.


[1] Papa Francesco, Udienza, 18-IX-2019.

[2]Ibid.

[3] Concilio Vaticano II, Ad Gentes, n. 5.

[4] Mons. Fernando Ocáriz, A la luz del Evangelio, Palabra, Madrid 2020, p. 75.

[5]Ibid., p. 76.

[6] San Tommaso d’Aquino, Expositio in Symbolum Apostolorum, Proemio.

[7] Benedetto XVI, Udienza, 14-XI-2012.