Meditazioni: giovedì della 6ª settimana di Pasqua. Madonna di Fatima

Riflessioni per meditare il giovedì della sesta settimana di Pasqua. I temi proposti sono: Un impulso al santo rosario; La pace è frutto della preghiera e della riparazione per i peccati; Il cuore di Maria trionfa sul peccato.

- Un impulso al santo rosario.

- La pace è frutto della preghiera e della riparazione per i peccati.

- Il cuore di Maria trionfa sul peccato.

Il XX secolo è rimasto segnato nella storia della pietà mariana dalle apparizioni di Nostra Signora di Fatima. Correva l’anno 1917 e il dolore della guerra si estendeva su buona parte del mondo. Mentre vari paesi si combattevano ostinatamente, mentre si tentava di risolvere i problemi con la forza della violenza, in Portogallo la Madonna rivelava ad alcuni bambini la strada per una vera pace. La preghiera che la Chiesa ci propone per la Messa di oggi riassume il messaggio di Fatima: «O Dio, che hai voluto che Maria, Madre del tuo Figlio, fosse anche nostra Madre; fa’ che perseverando nella penitenza e nella preghiera per la salvezza del mondo, ci adoperiamo con tutte le forze per la crescita del regno di Cristo»[1]. Nostra Signora trasmise ai tre pastorelli la necessità che noi cristiani abbiamo di condurre una vita di preghiera e di penitenza per accogliere la pace di suo Figlio. Il messaggio di Fatima è come un’eco delle parole pronunciate da Gesù all’inizio della sua predicazione: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo» (Mc 1, 15).

Jacinta, Francisco e Lucia, da quando incontrarono la Madonna, cominciarono a recitare il rosario ogni giorno e a offrire mortificazioni a Dio. La fedeltà di questi tre piccoli alla richiesta materna di Maria ha aperto un cammino di speranza a molte persone in tutto il mondo. Da Fatima la devozione al santo rosario ha ricavato un nuovo impulso. Oggi sono in gran numero le persone che ricorrono a questa preghiera, aggiungendo la preghiera che la madre di Cristo ha insegnato ai pastorelli: «Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia». Quanta consolazione dà a noi cristiani la recita del santo rosario! Ricorrono ad essa madri e padri di famiglia che chiedono insistentemente la conversione dei loro figli, lavoratori che si trovano a dover fare i conti con un panorama economico incerto, giovani che vogliono dedicare le loro energie a vivere e condividere la gioia del Vangelo... È una preghiera che cambia la storia di molte persone e può cambiare anche la nostra.

Seguendo le parole della Madonna di Fatima vogliamo imparare a perseverare nella preghiera e nella riparazione dei peccati. Il vangelo ci ricorda che Gesù insisteva «sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai» (Lc 18, 1) e san Paolo, da parte sua, chiede ai cristiani di essere «lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera» (Rm 12, 12). La pace nasce in un cuore che ha l’audacia di credere nella forza della preghiera e si abbandona con fiducia fra le braccia di Dio.

Il Signore guarda compiaciuto la nostra preghiera. Le sue mani sostengono la storia dell’umanità, nella quale ci sono anche la nostra storia personale e quella di coloro che stanno attorno a noi. Il libro dell’Apocalisse usa l’immagine del profumo dell’incenso quando parla della preghiera dei cristiani: «E dalla mano dell’angelo il fumo degli aromi salì davanti a Dio, insieme alle preghiere dei santi» (Ap 8, 4). Tenendo conto delle nostre costanti richieste, il Signore agisce nella storia per portarla alla sua pienezza. Per questo vogliamo imparare ad essere perseveranti nella preghiera. Maria vuole insegnare agli uomini a confidare in suo Figlio, anche quando a volte sembra che non ci ascolti. Alle nozze di Cana Gesù dà l’impressione di non pensare alla realizzazione del miracolo, ma la Madonna insiste: nostra Madre non vede nelle parole del Figlio un ricorso all’inattività, ma un invito a essere audace. Per questo prende l’iniziativa e dice ai servi: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela» (Gv 2, 5). E ottiene il miracolo.

«Maria, maestra di orazione. – Guarda come prega suo Figlio, a Cana. E come insiste, senza perdersi d’animo, con perseveranza. – E come ottiene. – Impara»[2]. Questo consiglio di san Josemaría ci può aiutare a ottenere con la nostra orazione molti doni da parte del Signore.

L’invocazione alla Madonna di Fatima va unita alla devozione al Cuore Immacolato di Maria. «“Il Mio Cuore Immacolato trionferà”. Che cosa significa? Il Cuore aperto a Dio, purificato dalla contemplazione di Dio, è più forte dei fucili e delle armi di ogni specie. Il fiat di Maria, la parola del suo cuore, ha cambiato la storia del mondo, perché essa ha introdotto in questo mondo il Salvatore, perché grazie a questo “Sì” Dio poteva diventare uomo nel nostro spazio e tale ora rimane per sempre»[3].

Le apparizioni della Madonna a Fatima parlano del pericolo che corre l’umanità se abbandona la preghiera. Nostra Signora, tuttavia, non vuole che cadiamo in una concezione pessimista della storia. Il suo cuore trionfa: imitando la costanza del suo dialogo con Dio, possiamo evitare il peccato, che è il peggiore dei mali. Lì troviamo «la forza che si contrappone al potere della distruzione: lo splendore della Madre di Dio, e, proveniente in un certo modo da questo, l'appello alla penitenza. In tal modo viene sottolineata l'importanza della libertà dell'uomo: il futuro non è affatto determinato in modo immutabile, e l'immagine, che i bambini videro, non è affatto un film anticipato del futuro, del quale nulla potrebbe più essere cambiato. Tutta quanta la visione avviene in realtà solo per richiamare l’attenzione sulla libertà e per volgerla in una direzione positiva»[4].

La nostra preghiera, semplice e fiduciosa, ci impegna con la storia; non è la ingenuità di chi non si rende conto dei problemi, né l’indifferenza di chi pensa solo a tranquillizzare la propria coscienza. Le litanie del rosario, per esempio, ci uniscono alle persone che soffrono: i malati, i peccatori, gli emigranti, ecc. Nel pregare per loro ci sentiamo, con l’aiuto di Dio, responsabili di portare loro la consolazione. Possiamo rivolgerci alla Madonna di Fatima come faceva il beato Álvaro del Portillo: «Vogliamo metterci nel tuo Cuore Immacolato. Così vivremo la gioia e la pace dei figli di Dio. Tutto ciò che ti crea pena, crei pena anche a noi. E, se siamo ben messi nel tuo cuore amabilissimo, tu mettici in quello di tuo Figlio»[5].


[1] Messale Romano, Orazione colletta, memoria della Vergine Maria di Fatima.

[2] San Josemaría, Cammino, n. 502.

[3] Joseph Ratzinger, Commento teologico, Congregazione per la Dottrina della Fede, 13-V-2000.

[4]Ibid.

[5] Beato Álvaro del Portillo, Orazione a Fatima, 15-XI-1985.