Essere “santi della porta accanto”. Sembra un'affermazione difficile da fare, e ancor più nei tempi attuali, in cui l’idea di essere giovani si distingue dall'idea di un percorso di amicizia costruito insieme a Gesù Cristo. Per questo, san Josemaría Escrivá, santo contemporaneo, ci apre le porte a una grande speranza, che è la possibilità di essere santi – cioè di guadagnare il cielo – nella nostra giovinezza, percorrendo con la nostra giovinezza un bellissimo cammino nella vita ordinaria, negli studi e nei compiti, offrendoli come sacrificio a Dio.
“Se sei giovane di età, ma ti senti debole, stanco o deluso, chiedi a Gesù di rinnovarti. Con Lui non viene meno la speranza.” (Papa Francesco, Christus vivit, n. 109). In questa frase vediamo che la speranza che ci dà Cristo non termina mai, nemmeno in mezzo ai nostri difetti e ai maggiori fallimenti. È possibile che proviamo molta paura di fronte alle tentazioni, poiché siamo creature umane e fragili – e Dio lo sa, dopo tutto, perché è Lui che ci ha creati. Tuttavia, in questi momenti è importante ricordare che anche Gesù ha provato paura nel culmine della sua passione prima di morire sulla croce, così come molti santi hanno avuto paura di affrontare le grandi sfide che la vita ha posto davanti a loro.
Con questo constatiamo la grande generosità della donazione del giovane Gesù Cristo, spaventato per ciò che stava per venire che forse, se avesse potuto evitarlo, lo avrebbe fatto. Tuttavia, anche con il timore delle incertezze della sua storia, ha rischiato completamente, accettando con coraggio l'invito a cui è stato chiamato. Anche se sudava letteralmente sangue, immerso nelle tribolazioni del sacrificio che avrebbe dovuto fare, morendo per tutta l’umanità, puntò alla cima del Calvario e la scalò con la forza della fede e la gioia divina.
Come Lui e come l'invito che la Chiesa ci rivolge quotidianamente, anche Dio, nostro Padre, si aspetta che noi accettiamo di seguirlo con gioia nella nostra vita quotidiana: santificando i nostri studi e le nostre amicizie, offrendo le nostre paure, incertezze e desideri sulla croce, per diventare 'santi della porta accanto'. E lo realizzeremo consapevoli di essere suoi figli in mezzo a questo mondo che spesso non vede la felicità come l'identificazione con un giovane sulla sua croce.
Nonostante i nostri difetti e scoraggiamenti, frutto delle difficoltà quotidiane, il Signore vede il nostro cuore e ci chiede di non abbandonare la lotta, così da essere apostoli con lo stesso coraggio di Gesù. Perché solo chi è giovane è capace di accettare di vivere per un ideale così grande come il Cielo: essere giovani significa correre rischi, come fece Cristo. Essere giovani significa avere il coraggio di dedicarsi ogni giorno a un progetto molto importante: la vera felicità.