​Meditazioni: Santa Maria, Madre di Dio

Riflessioni per meditare il 1° gennaio. Ecco i temi proposti: Contemplare Maria; La maternità di Maria; Ricevere Gesù come fece Maria.

Opus Dei - ​Meditazioni: Santa Maria, Madre di Dio

Contemplare Maria ǀ La maternità di Maria ǀ Ricevere Gesù come fece Maria


Contemplare Maria

Il Vangelo della festa di oggi racconta come i pastori vanno immediatamente a trovare il Bambino e riconoscono in lui colui che gli angeli avevano annunciato. Il testo è pieno di espressioni di ammirazione, di stupore e di sorpresa: meravigliarsi, glorificare, lodare, elogiare... Il Natale suscita in noi questi stessi sentimenti. Vogliamo approfittare di tutto quello che succede nel presepio per godere dell’amore di Dio che vuole inondare i nostri cuori. Oggi lo facciamo grazie alla Madre di Dio, che è anche nostra madre.

«Salve, Madre santa: tu hai dato alla luce il Re che governa il cielo e la terra per i secoli in eterno»[1]. La salvezza del mondo ha avuto inizio. Il Re dell’universo ha scelto Maria come madre. Questo mistero non è facilmente comprensibile dalla nostra intelligenza, né rientra nei nostri poveri schermi: Dio ha voluto avvalersi del “sì” di una donna, di una adolescente. La Vergine non si domanda perché era stata scelta proprio lei; le basta sapere che dietro c’è Dio, che questa è la sua volontà. E san Josemaría fa diventare questo evento una sua preghiera: «Maria, Madre nostra, il Signore ha voluto che fossi tu, con le tue mani, a prenderti cura di Dio: insegnami – insegna a tutti noi – a trattare tuo Figlio!»[2].

Maria contagia intorno a sé, nei presepi di ieri e di oggi, questo sentimento di ammirazione. Tutto ciò che vede, la conduce a rendere grazie. Non si sofferma mai a pensare a se stessa, ai problemi, alle difficoltà. Gode della visita dei pastori, dell’affetto dello sposo, della notte stellata che ha contemplato questo mistero. Attorno a lei tutti sono immersi in questo clima di gioia. Maria è la migliore dimostrazione di ciò che Dio fa negli uomini e nelle donne che si lasciano amare.


La maternità di Maria

«O Dio, che nella verginità feconda di Maria hai donato agli uomini i beni della salvezza eterna, fa’ che sperimentiamo la sua intercessione, poiché per mezzo di lei abbiamo ricevuto l’autore della vita»[3]. Così recita l’orazione colletta della Messa di oggi. E possiamo domandarci: che cosa significa per me che Maria sia la Madre di Dio? Come lo sperimento personalmente? Papa Francesco chiarisce che «la Madre del Redentore ci precede e continuamente ci conferma nella fede, nella vocazione e nella missione. Con il suo esempio di umiltà e di disponibilità alla volontà di Dio ci aiuta a tradurre la nostra fede in un annuncio del Vangelo gioioso e senza frontiere. Così la nostra missione sarà feconda, perché è modellata sulla maternità di Maria»[4]. La nostra relazione con Dio prende esempio dalla vita di preghiera di Maria. Ella è ben disposta ad aiutarci, perché «la Trinità Beatissima, avendo scelto Maria come Madre di Cristo, Uomo come noi, ha messo anche ciascuno di noi sotto il suo materno manto. Maria è Madre di Dio e Madre nostra»[5].

Ci possiamo chiedere, pieni di stupore, com’è possibile che venga offerta a noi una santità come quella di colei che è stata Madre di Dio: «Come possiamo amare Dio con tutta la nostra mente, se stentiamo a trovarlo con la nostra capacità mentale? Come amarLo con tutto il nostro cuore e la nostra anima, se questo cuore arriva a intravvederLo solo da lontano e percepisce tante cose contraddittorie nel mondo che velano il suo volto davanti a noi? [...]. Egli non è più lontano. Non è più sconosciuto. Non è più irraggiungibile per il nostro cuore. Si è fatto bambino per noi e ha dileguato con ciò ogni ambiguità [...]. Dio, per noi, si è fatto dono. Ha donato se stesso [...]. Natale è diventato la festa dei doni per imitare Dio che ha donato se stesso a noi»[6]. Se accogliamo questo dono, se lasciamo che il Signore ci doni la sua vita, saremo anche noi dono per gli altri. Diverremo allora un regalo per Dio e per coloro che ci trattano.


Ricevere Gesù come fece Maria

Gli angeli cantano a voce spiegata questa meraviglia. Si stupiscono essi stessi che una donna abbia dato alla luce il Figlio di Dio. Continuano a sorprendersi e cantano il primo canto natalizio della storia: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che Egli ama» (Lc 2, 14). Intonano questo canto di giubilo e provano piacere nel guardare Maria, il Bambino e Dio Padre estasiato. Le nostre anime si rasserenano nel presepe e lì scopriamo ciò che riempie di soddisfazione Dio, che lo innamora, che lo entusiasma. Siamo venuti correndo, ma ora recuperiamo il fiato. Il soave canto degli angeli è come una ninna nanna per addormentare Gesù e per accogliere noi.

La nostra esperienza ha dimostrato ripetutamente che non siamo capaci di compiere sempre e in tutto la volontà di Dio. Tuttavia, con l’aiuto della Madonna possiamo sicuramente custodire la sua Parola e meditarla nel nostro cuore. Questo possiamo farlo. Così possiamo essere sicuri che si compirà tutto ciò che ci ha detto il Signore, la sua Parola si può incarnare nella nostra vita, il suo sangue scorrerà nelle nostre vene. Lo assicurava san Bernardo: «Tutta la Trinità gloriosa, e la stessa persona del Figlio, riceve da lei la sostanza della carne umana, in modo che nessuno si sottragga al suo calore»[7].

In questa notte fredda noi vogliamo riscaldarci dentro il presepe. Ci piacerebbe che l’oscurità e l’umidità non entrassero nella nostra anima. Vogliamo ricevere Gesù con la stessa purezza, umiltà e devozione di nostra Madre; accogliere la sua Parola con la stessa grazia e con uguale gioia per diffonderla, come lei, nel mondo intero.


[1] Solennità di Santa Maria, Madre di Dio, Antifona d’ingresso.

[2] San Josemaría, Forgia, n. 84.

[3] Orazione Colletta.

[4] Papa Francesco, Omelia, 1-I-2014.

[5] San Josemaría, Amici di Dio, n. 275.

[6] Benedetto XVI, Omelia, 24-XII-2006.

[7] San Bernardo, Omelia nell’ottava dell’Assunzione, 2.