31 sacerdoti da 15 paesi

Sabato 5 maggio 2018 il cardinal Robert Sarah ha ordinato 31 sacerdoti della prelatura dell’Opus Dei nella basilica romana di sant’Eugenio: "Chiediamo al Signore che ci mandi molti sacerdoti santi”.

Dall'Opus Dei
Opus Dei - 31 sacerdoti da 15 paesi Un momento della cerimonia dell'ordinazione sacerdotale di 31 persone dell'Opus Dei.

Roma, 5 maggio 2018. Il cardinal Robert Sarah ha ordinato questa mattina 31 sacerdoti della prelatura dell’Opus Dei nella basilica romana di sant’Eugenio. I nuovi sacerdoti provengono da 15 paesi: Argentina, Brasile, Colombia, Costa d’Avorio, Slovacchia, Spagna, Filippine, Francia, Olanda, Italia, Kenya, Nigeria, Uganda, Uruguay e il Venezuela. Il prelato dell’Opus Dei, monsignor Fernando Ocáriz, ha partecipato alla cerimonia dal presbiterio.

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Annunicatore di Cristo, apostolo del perdono, uomo di Eucaristia e servitore di tutti

“Che cos’è esattamente un sacerdote?”, si è domandato durante l’omelia il cardinale Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti.

“La Bibbia presenta il sacerdote come uomo della Parola di Dio”, ha spiegato. Al Sacerdote, l’uomo contemporaneo chiede Cristo. Il resto - ciò che serve sul piano economico, sociale, politico -lo può chiedere a tante altre persone competenti. Il sacerdote è l’annunciatore della verità di Cristo: “Parla con carità e, allo stesso tempo con vera libertà.”

Nelle Sacre Scritture, “il sacerdote è anche presentato come uomo del perdono”. “Come il santo Curato d’Ars e Padre Pio, il sacerdote è l’apostolo del confessionale proprio come ha ricordato qualche giorno fa Papa Francesco”.

Il Cardinal Sarah ha fatto riferimento al sacerdote come “amico di Cristo”. Un amico che si riconosce in maniera particolare nell’Eucaristia, poiché “non esiste Eucaristia senza sacerdozio, come non esiste sacerdozio senza Eucaristia”. Per questo - ha aggiunto - “ogni giorno abbiamo bisogno dell’Eucaristia per vivere il nostro sacerdozio e per essere audaci araldi del Vangelo in mezzo alle sofferenze, le difficoltà e le ostilità che ci possono assediare”.

Il Cardinal Sarah ha inviato i nuovi sacerdoti a cercare la santità e a essere uomini “di profonda vita interiore”. Citando san Josemaría ha spiegato che “il sentiero che conduce alla santità è un sentiero di orazione; e l’orazione deve attecchire nell’anima a poco a poco come il piccolo seme che con il tempo diventerà albero frondoso” (Amici di Dio, n.295).

Il sacerdozio è servizio alla Chiesa e a tutte le anime. “Come avete imparato da san Josemaría e da tutti i suoi successori, siate sempre molto leali al romano Pontefice ai vescovi, successori degli apostoli e al vostro Prelato; amate tutti i sacerdoti di tutte le diocesi; chiedete costantemente al Signore che invii molti operai alla sua messe, che mandi molti sacerdoti santi, costituiti come custodi per “pascere la Chiesa di Dio che Egli si è acquistato con il suo sangue” (Atti 20,28).

Il vescovo consacrante ha fatto gli auguri ai genitori e ai fratelli dei nuovi sacerdoti: “A partire da oggi, avrete qualcuno con il vostro stesso sangue che intercederà specialmente per voi davanti al Signore. Allo stesso tempo da adesso, tutti dobbiamo pregare per loro ancora di più, poiché è grande la responsabilità che hanno assunto”.

Al termine della cerimonia, il cardinale ha donato a ciascuno dei nuovi sacerdoti un piccolo Rosario e una piccola icona della Madonna della Tenerezza. “Ve la affido - ha detto - perché possiate legarvi più strettamentea Maria Santissima ed obbligarvi a pregare per me”.

Cliccando qui è possibile leggere l'omelia copleta del cardinal Sarah.

Dio è stato molto buon con me

Uno dei nuovi sacerdoti è l’argentino Augustín Silberberg, 44 anni, nato a Cordoba. Figlio di medici e laureato in medicina, ha lavorato come specializzato in medicina interna in vari ospedali, fino a che non ha intrapreso gli studi di teologia. Per 10 anni ha giocato regolarmente in tornei di rugby. “Dio è stato molto buon con me. Avere avuto la possibilità di esercitare la medicina mi aiuta a capire meglio il significato profondo di questo nuovo servizio per gli altri”.

Tra le persone provenienti dall’Asia c’è il filippino Alfred Cruz, 31 anni, ex alunno dei padri Maristi e dell’Università delle Filippine. Prima di iniziare i suoi studi in preparazione al sacerdozio, ha lavorato come architetto in uno studio chiamato “Asian Architects”, e ha diretto le attività sociali del Centro di Studi Kapuluan a Quezon City, portate avanti da studenti universitari: attenzione ai poveri e ai malati, catechesi per i bambini svantaggiati, campi di lavoro, etc.

Uno dei sei nuovi sacerdoti africani è il nigeriano Elobuike Anthony Asogwa, nato a Enugu nel 1986. Ha studiato ingegneria elettrica nel suo paese e successivamente si è trasferito in Europa per studiare filosofia e teologia. Il suo nome, “Elobuike”, significa letteralmente “la forza del consiglio”. Sarà per questo motivo - afferma - che "apprezzo molto il consiglio e capisco che parte del lavoro del sacerdote è servire gli altri confortando, accompagnando, consigliando”. È il secondo sacerdote nella sua famiglia: “Ho un fratello che è sacerdote diocesano. Ci aiuteremo a vicenda, sostenendoci con la preghiera. In breve saremo anche fratelli di sacerdozio”.

Tra i sacerdoti europei c’è Michele Crosa, laureato in Scienze della Comunicazione e tra i fondatori di Interaxion Group, una piattaforma educativa che offre formazione e contenuti per genitori ed educatori nell’ambito dell’utilizzo dei social media tra gli adolescenti.

Pierre Laffond, laureato in comunicazione, è stato consulente di diverse istituzioni prima di andare a studiare a Roma, e tornerà in Francia dopo la sua ordinazione. Il suo desiderio è trasmettere la gioia della fede: “La missione del sacerdote è trasmettere a tutti l’allegria di Cristo. Come dice papa Francesco, non possiamo avere facce da funerale. Avrò quella gioia se sarò fedele alla missione che il Signore ha scelto per me”.

Tra gli altri europei c’è il farmacista andaluso Francisco Javier Fernández Centeno, che ha lasciato il camice bianco che usava nella sua farmacia sivigliana per studiare teologia a Roma. Grande appassionato di ornitologia ("abbiamo avuto in casa piccioni, canarini, gufi, falchi, tortore e altre specie", dice) ha frequentato il liceo presso la scuola pubblica San Fulgencio de Écija e, dopo gli studi universitari, ha lavorato 20 anni in una farmacia ed è stato uno dei soci fondatori dell'Associazione spagnola di farmacia sociale.

I 31 diaconi provengono da quindici differenti paesi e ricevono l'ordinazione presbiterale dopo aver esercitato per alcuni anni diverse professioni.

Questa è la lista completa degli ordinandi:

Pablo González-Villalobos Bérgamo (Spagna)

Francisco Javier Fernández Centeno (Spagna)

Agustín Alfredo Silberberg Muiño (Argentina)

Alejandro Gratacós Casacuberta (Spagna)

Juan José Velasco Fernández (Spagna)

Antonio Vargas-Machuca Salido (Spagna)

Francis Anthony Jose Inzon Ong III (Filippine)

Francisco Felipe Nieto López (Spagna)

Gonzalo Trelles Villanueva (Spagna)

Juan Suárez-Lledó Grande (Spagna)

Ignacio María Varela Vega (Uruguay)

Luis Poveda Talavera (Spagna)

Manuel Ignacio Candela Temes (Spagna)

Alberto de Ángel Castel (Spagna)

Michele Crosa di Vergagni (Italia)

Jorge Segarra Taús (Spagna)

Àngel Miquel Aymar (Slovacchia)

Jude Kasirima Karuhanga (Uganda)

Pedro Emeka Okafor (Nigeria)

Alfred Robert Cruz Vergara (Filippine)

Pierre Laffon de Mazières (Francia)

Frederick Vincent Ifechukwude Oraegbu (Nigeria)

Yao N'zian Jean Eudes Téhia (Costa d'Avorio)

Raphael Rezende Fernandes (Brasile)

Anthony Elobuike Asogwa (Nigeria)

Martijn Sebastian Pouw (Olanda)

Ignacio Ramoneda Pérez del Pulgar (Spagna)

Alberto José Ospina Sánchez (Colombia)

José Guillermo Muñoz Maldonado (Colombia)

Donatus Dedan Wainaina (Kenia)

Manuel Alejandro Vielma Alvarado (Venezuela)