Il mondo come casa comune: il convegno OIKIA

Si è svolto a Roma il XXII convegno organizzato dalla Fondazione OIKIA, presso la scuola alberghiera SAFI, dove 60 ragazze hanno svolto una serie di attività sul tema del riciclo.

Iniziative sociali
Opus Dei - Il mondo come casa comune: il convegno OIKIA Le ragazze del centro culturale Punta Sveva di Bari

Ci occupiamo del mondo con la stessa attenzione che dedichiamo alla cura della nostra casa? Questa è la domanda del XXII convegno rivolto a ragazze adolescenti della Fondazione OIKIA, che ha come obiettivo la valorizzazione della dimensione domestica della persona, “un ambito solo apparentemente privato ma che ha invece grandi ripercussioni nella vita sociale”, come spiega Germana Librizzi, coordinatrice delle attività di OIKIA.

Non si è trattato tanto di scoprire un mondo diverso, quanto piuttosto di guardalo con occhi nuovi, in grado di vedere più lontano: “Al convegno ho sperimentato un accento tutto nuovo sulle cose, sulle relazioni con le amiche, per esempio - spiega Majra, da Napoli - Ma soprattutto ho imparato a compiere delle scelte”.

Non si è trattato tanto di scoprire un mondo diverso, quanto piuttosto di guardalo con occhi nuovi

Come ha detto il preside della scuola di formazione professionale ELIS, Pierluigi Bartolemei, in apertura del convegno: “A un certo punto della propria vita bisogna decidere se continuare ad essere vagone o diventare locomotiva. C’è qualcosa da fare nel mondo, qualcosa di buono, c’è da ricostruire”.

Come fare per lasciar traccia?

E proprio all’insegna del “fare” si è svolta la parte più importante del convegno, durante la quale sono stati presentati i progetti nati all’interno del “Laboratorio creativo”. Ogni anno i diversi gruppi partecipanti nei mesi precedenti al convegno riflettono sul tema proposto e mettono in atto un progetto.

Quest’anno è stato premiato quello del centro culturale Punta Sveva di Bari, dal titolo “Nessuno è un rifiuto. Storie che lasciano traccia: dall’esperienza al futuro”. Le promotrici di questa iniziativa hanno svolto un’attività di volontariato un po’ diversa dal solito: hanno cercato di mettersi nei panni delle persone che sono andate a trovare e si sono fatte insegnare da loro a scrivere poesie, a preparare un dolce, a giocare a ping pong e così via.

bisogna decidere se continuare ad essere vagone o diventare locomotiva

Tra le varie attività, in collaborazione con l’associazione Retake, le ragazze hanno contribuito a pulire alcune zone del quartiere Tiburtino di Roma: armate di raschietti, scope e palette hanno ripulito la zona da adesivi e manifesti abusivi coinvolgendo curiosi e passanti.

Ma poiché il convegno si è svolto presso la scuola alberghiera SAFI, tra le prove in cui sono cimentate le giovani partecipanti non poteva mancare la cucina: divise in otto squadre, le ragazze si sono sfidate nella preparazione di ricette che prevedevano l’utilizzo di scarti alimentari riutilizzabili (pane raffermo, buccia di patate, fibre prodotte dall’estrattore e molto altro).

Questo ha messo in gioco la loro creatività e ha posto l’attenzione sul tema della sostenibilità. Sono state premiate le due squadre che hanno saputo realizzare un prodotto non solo buono ma anche ben presentato e ottenuto senza sprechi di ingredienti.

Cambiare il mondo senza uscire di casa

Il convegno ha dato nuovi spunti per fare qualcosa di buono nel mondo: “dalla possibilità di avere fiducia in sé stessi e negli altri, al desiderio di intraprendere un’attività di volontariato, dall’importanza della lealtà nell’amicizia, alla bellezza di conoscere nuove persone e condividere con loro temi importanti.

anche con piccoli gesti verso le persone della propria famiglia si può fare la differenza

Tutto questo - ha concluso Germana - con la consapevolezza che anche con piccoli gesti verso le persone della propria famiglia si può fare la differenza”. Per cambiare il mondo, non è sempre necessario uscire di casa.

L’incontro, dal titolo “Il sapore del futuro: il nostro mondo, la nostra missione” si è svolto a Roma dal 1 al 4 febbraio 2018 e ha coinvolto 60 ragazze provenienti da varie città italiane del centro sud, che si sono riunite per riflettere su sostenibilità e riciclo.