Coltivare la fiducia (II): «Parlare con i figli della sessualità umana»

Come parlare ai figli della sessualità? Seconda puntata (video e guida) della serie «Working on Trust» (Coltivare la fiducia), che si propone di aiutare i genitori nell’educazione dei figli.

Serie monografiche

Guida per utilizzare il video

Parlare con i figli della sessualità umana. Nella cultura di oggi i bambini hanno accesso fin da molto presto a ogni tipo di contenuti attraverso i cellulari e internet. Interagiscono sempre più con altri bambini i cui valori e la cui educazione possono essere diversi dai loro, e che possono dar loro una concezione della sessualità differente da quella che voi vorreste dare ai vostri figli.

In questa situazione, è necessario che i genitori aiutino i figli in modo che imparino a prendere le decisioni corrette. Ma perché possano scegliere correttamente occorre aiutarli a essere bene informati e a essere capaci di distinguere ciò che è meglio per il loro corpo e per la loro anima da ciò che li può danneggiare.

Non esiste una ricetta sul miglior modo di parlare con i figli intorno alla sessualità. Si tratta, piuttosto, di creare un clima di fiducia e di naturalezza con loro, sapendo adeguarsi alla loro età e a ciò che sono in grado di capire, utilizzando la relazione personale con ogni figlio.

Proponiamo una serie di domande che ti possono aiutare a trarre altri vantaggi da questo video, quando lo vedrai con i tuoi amici, a scuola o in parrocchia.

Domande per il dialogo

― Può succedere che qualche volta sia troppo presto per cominciare a parlare con i figli intorno alla sessualità umana? Qual è l’età migliore per cominciare?

― In che modo i genitori possono rendere più agevole ai figli parlare di questo tema? C’è qualche sistema che aiuta a iniziare queste conversazioni?

― Le madri dovrebbero parlare con le bambine e i padri con i bambini, o entrambi i genitori dovrebbero cercare di farlo con i figli di ambo i sessi? In che modo i genitori possono sapere qual è l’età più adatta per affrontare questi argomenti?

― Vista la gran varietà di comportamenti sessuali che i bambini possono vedere, qual è il modo migliore per insegnare loro la morale cristiana? In che modo i genitori possono aiutare i giovani e gli adolescenti a frequentare senza danno certi ambienti che ammettono una serie di pratiche sessuali contrarie alla vita cristiana?

Proposte di comportamento

― Assicuratevi che tu e tuo marito/moglie abbiate un’idea simile su quando e come parlare di questi argomenti con i vostri figli. Pensate se conviene adottare una strategia avendo in mente certi obiettivi. Parlate di questi argomenti tra voi con regolarità.

― Scegliete alcuni film, programmi televisivi e/o documentari adatti all’età dei vostri figli, per vederli con loro e parlare con naturalezza di questi argomenti.

― Pregate ogni giorno per i vostri figli e per la loro purezza. Insegnate loro a recitare tre avemaria ogni sera prima di andare a dormire, chiedendo alla Madonna di conservare i loro corpi e le loro anime pure per Dio. Ricordate loro spesso che sono figli di Dio e che lo Spirito Santo vive in essi quando sono in grazia.

― Provate a parlare maggiormente con loro della bellezza dell’amore umano e fate in modo che questo sia il contesto quando si discute della sessualità umana. Per un cristiano le relazioni sessuali sono sempre una espressione di amore coniugale impegnato, aperto alla vita umana.

― Incoraggiate i bambini quando cercano di vivere con stile, eleganza e modestia. Appoggiate questi sforzi andando a fare acquisti con loro e cercando di coltivare un proprio stile personale, elegante e alla moda.

Meditare con la Sacra Scrittura e con il Catechismo della Chiesa Cattolica

― Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò (Genesi 1, 27).

― Dio li benedisse e disse loro: Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogate e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra (Genesi 1, 28).

― Ed Egli rispose: Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non saranno più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi

(Matteo 19, 4-6).

― Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all’impudicizia, pecca contro il proprio corpo. O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo! (1 Corinzi 6, 18-20).

― Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore. Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra voi, come si addice a santi; lo stesso si dica per le volgarità, insulsaggini, trivialità: cose tutte sconvenienti. Si rendano invece azioni di grazie! Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro – che è roba da idolatri – avrà parte al regno di Cristo e di Dio (Efesini 5, 1-5).

Meditare con Papa Francesco

― Un’educazione sessuale che custodisca un sano pudore ha un valore immenso, anche se oggi alcuni ritengono che sia una cosa di altri tempi. È una difesa naturale della persona che protegge la propria interiorità ed evita di trasformarsi in un puro oggetto. Senza il pudore, possiamo ridurre l’affetto e la sessualità a ossessioni che ci concentrano solo sulla genitalità, su morbosità che deformano la nostra capacità di amare e su diverse forme di violenza sessuale che ci portano ad essere trattati in modo inumano o a danneggiare gli altri (Amoris Laetitia, 282).

― Frequentemente l’educazione sessuale si concentra sull’invito a “proteggersi”, cercando un “sesso sicuro”. Queste espressioni trasmettono un atteggiamento negativo verso la naturale finalità procreativa della sessualità, come se un eventuale figlio fosse un nemico dal quale doversi proteggere. Così si promuove l’aggressività narcisistica invece dell’accoglienza. È irresponsabile ogni invito agli adolescenti a giocare con i loro corpi e i loro desideri, come se avessero la maturità, i valori, l’impegno reciproco e gli obiettivi propri del matrimonio. Così li si incoraggia allegramente ad utilizzare l’altra persona come oggetto di esperienze per compensare carenze e grandi limiti. E’ importante invece insegnare un percorso sulle diverse espressioni dell’amore, sulla cura reciproca, sulla tenerezza rispettosa, sulla comunicazione ricca di senso. Tutto questo, infatti, prepara a un dono di sé integro e generoso che si esprimerà, dopo un impegno pubblico, nell’offerta dei corpi. L’unione sessuale nel matrimonio apparirà così come segno di un impegno totalizzante, arricchito da tutto il cammino precedente (Amoris Laetitia, 283).

― L’educazione sessuale offre informazione, ma senza dimenticare che i bambini e i giovani non hanno raggiunto una maturità piena. L’informazione deve arrivare nel momento appropriato e in un modo adatto alla fase che vivono. Non serve riempirli di dati senza lo sviluppo di un senso critico davanti a una invasione di proposte, davanti alla pornografia senza controllo e al sovraccarico di stimoli che possono mutilare la sessualità. I giovani devono potersi rendere conto che sono bombardati da messaggi che non cercano il loro bene e la loro maturità. Occorre aiutarli a riconoscere e a cercare le influenze positive, nel tempo stesso in cui prendono le distanze da tutto ciò che deforma la loro capacità di amare. Ugualmente, dobbiamo accettare che «il bisogno di un nuovo e più adeguato linguaggio si presenta innanzitutto nel momento di introdurre i bambini e gli adolescenti al tema della sessualità» (Amoris Laetitia, 281).

― L’educazione sessuale dovrebbe comprendere anche il rispetto e la stima della differenza, che mostra a ciascuno la possibilità di superare la chiusura nei propri limiti per aprirsi all’accettazione dell’altro. Al di là delle comprensibili difficoltà che ognuno possa vivere, occorre aiutare ad accettare il proprio corpo così come è stato creato, perché «una logica di dominio sul proprio corpo si trasforma in una logica a volte sottile di dominio sul creato. […] Anche apprezzare il proprio corpo nella sua femminilità o mascolinità è necessario per poter riconoscere se stessi nell’incontro con l’altro diverso da sé. In tal modo è possibile accettare con gioia il dono specifico dell’altro o dell’altra, opera di Dio creatore, e arricchirsi reciprocamente». Solo abbandonando la paura verso la differenza si può giungere a liberarsi dall’immanenza del proprio essere e dal fascino per sé stessi. L’educazione sessuale deve aiutare ad accettare il proprio corpo, in modo che la persona non pretenda di «cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa» (Amoris Laetitia, 285).

Meditare con san Josemaría

― L’amicizia di cui parlo – il sapersi mettere allo stesso livello dei figli e aiutarli a parlare fiduciosamente dei loro piccoli problemi – rende possibile una cosa che ritengo di grande importanza: che siano i genitori a far conoscere ai figli l’origine della vita, in modo graduale, adattandosi alla loro mentalità e alla loro capacità di capire, prevenendo un po’ la loro naturale curiosità; bisogna evitare che i ragazzi avvolgano di malizia questa materia, e che apprendano cose – in sé nobili e sante – attraverso le malevoli confidenze dei compagni. Tutto ciò costituisce di solito un passo importante nel consolidamento dell’amicizia fra genitori e figli, perché impedisce che si crei una frattura nel momento stesso in cui comincia a destarsi la vita morale.

D’altra parte, i genitori devono cercare di conservare giovane il loro cuore, per riuscire così ad accogliere con simpatia le giuste aspirazioni dei figli e perfino le loro stravaganze. La vita cambia, e ci sono parecchie cose nuove che magari a noi non piacciono – è pure possibile che oggettivamente non siano migliori delle vecchie -, ma che non sono cattive: si tratta semplicemente di modi diversi di vivere; ed è tutto qui. In più di un caso i conflitti sorgono perché si dà importanza a piccolezze su cui invece, con un po’ di prospettiva e di senso dell’umorismo, si può transigere (Colloqui, 100).

Testi e link per continuare a riflettere

Educare il cuore.

Educare al pudore (I).

Educare al pudore (II).